Creazione di un tema personalizzato per Plone 4

Nell’articolo precedente abbiamo visto come installare Plone in un server Ubuntu 10.04, ora vediamo come creare un tema personalizzato per Plone 4.

Dalla cartella principale dove abbiamo installato Plone 4, entrimo nella cartella src:

cd plone402/src

Utilizziamo paster per generare il template:

paster create -t plone3_theme

Alle richieste rispondiamo in questo modo:

Enter project name: plonetheme.testplone4
Variables:
 egg:      plonetheme.testplone4
 package:  plonethemetestplone4
 project:  plonetheme.testplone4
Expert Mode? (What question mode would you like? (easy/expert/all)?) ['easy']:
Skin Name (Name of the theme (human facing, added to portal_skins)) ['']: Tema Test Plone4
Empty Styles? (Override default public stylesheets with empty ones?) [False]:
Include Documentation? (Include in-line documentation in generated code?) [True]:
Version (Version number for project) ['1.0']:
Description (One-line description of the project) ['An installable theme for Plone 3']:

Note:

  • Il nome così formato corrisponde al namespace tipico dei prodotti Plone
  • Lo Skin Name e’ il nome che poi sarà visibile
  • Empty styles: impostando su yes verranno generati automaticamente dei fogli di stile vuoti che avranno la precedenza su quelli standard di Plone. Risulta piu’ semplice però lasciar attivi i CSS originali e andar a sovrascrivere solo le parti da modificare

Il tema è stato ora generato ma dovremo farlo riconoscere a Plone4

cd ..

editiamo il file buildout.cfg e lo modifichiamo in questo modo:

Originale Modificato
develop =
develop =
 src/plonetheme.testplone4
eggs =
 Zope2
 Plone
 ${buildout:eggs}
eggs =
 Zope2
 Plone
 ${buildout:eggs}
 plonetheme.testplone4
zcml =
zcml =
 plonetheme.testplone4

Salviamo le modifiche e rilanciamo lo script buildout

./bin/buildout -v

Il parametro -v aumenta la verbosità

Riavviamo il server:

./bin/instance fg

(per stoppare il server utilizzeremo la combinazione di tasti ctrl+c)

Col browser puntiamo al pannello di configurazione di Plone4: http://192.168.1.203:8080/Plone/plone_control_panel

e selezioniamo il link Prodotti Aggiuntivi

in alternativa possiamo puntare direttamente all’indirizzo: http://192.168.1.203:8080/Plone/prefs_install_products_form

Selezioniamo il tema che abbiamo creato e attiviamolo con l’apposito tasto

Ora vedremo il sito Plone spogliato di tutti i fogli di stile:

Brutta sorpresa direte, visto che prima abbiamo scelto di non sovrascrivere i css originari.

Con Plene 3 avrei avuto il risultato voluto ma con Plone 4 c’è ancora un passaggio da fare.

Il tema che abbiamo trovato inizialmente su Plone 4 si chiama Sunburst Theme ma in Plone 3 il tema di default si chiamava Plone Default. Il vecchio tema è ancora disponibile ma ora in Plone 4 si chiama Plone Classic Theme.

Il tema che abbiamo creato dunque va adattato a Plone 4.

Basta modificare il file che troviamo in src/plonetheme.testplone4/plonetheme/testplone4/profiles/default/skins.xml in questo modo:

Originale
<skin-path name="Tema Test Plone4" based-on="Plone Default">
Modificato
<skin-path name="Tema Test Plone4" based-on="Sunburst Theme">

Una volta salvata la modifica dovremo riavviare il server Zope per vederne l’effetto.

Ora vediamo come personalizzare il tema che abbiamo creato.

Gli strumenti che ci servono sono:

  • Firefox ed il plugin Firebug
  • Un buon editor (Komodo per esempio), magari che supporti l’editazione di file remoti
  • Eventualmente un Grid System (deco.gs per esempio) per aiutarci nello sviluppo

Il primo lavoro che dovremo fare e’ copiare brutalmente i fogli di stile utilizzati dal tema SunBurst nel nostro tema, per poterli poi modificare a piacere.

Per fare questo in modo semplice creiamo in ubuntu 2 variabili di sistema temporanee partendo dalla directory principale di Plone4 (nel nostro caso ~/plone402):

cd ~/plone402
orig=`cat bin/instance | grep "plonetheme.sunburst" | cut -d \' -f2`/plonetheme/sunburst/skins/sunburst_styles
dest=src/plonetheme.testplone4/plonetheme/testplone4/skins/plonetheme_testplone4_styles/

Verifichiamo i valori memorizzati con:

echo $orig
echo $dest

e copiamo i file da modificare:

cp $orig/ploneCustom.css.dtml $dest
cp $orig/public.css $dest

Ora col nostro editor di testo possiamo modificare a piacere questi files.

Possiamo pensare di modificare public.css quando volgiamo modificare dei tag esistenti e inserire eventuali tag nuovi nel file ploneCustom.css.dtml ma questa scelta è arbitraria. L’importante è sapere che ploneCustom.css.dtml ha la precedenza su public.css.

(work in progress….)

Installazione Plone 4.0.2 su Ubuntu server 10.04LTS

Ecco come installare l’ultima versione di Plone (4.0.2) in un sistema Ubuntu minimale (installato in una virtual machine tramite l’immagine mini.iso ver 10.04 a 32bit).

Inizia l’installazione di Ubuntu

Scelgo la lingua:

Do un nome al server:

Partiziono come consigliato:

Nel nostro caso bastano le partizioni essenziali:

Imposto gli aggiornamenti automatici relativi alla sicurezza:

Scelgo di installare solo i componenti essenziali e il servizio ssh

Termino la procedura con l’installazione di Grub

Una volta che il server ha terminato l’installazione e si sarà riavviato, scopriamo l’indirizzo ip assegnato dinamicamente dal server DHCP:

ifconfig eth0

Ora dal nostro PC possiamo accedere al server virtuale tramite ssh:

ssh fc@192.168.1.203

(anche Putty va bene se abbiamo solo Windows a disposizione)

Ora possiamo installare i pacchetti che serviranno a Plone4.
Nota bene: tutti i comandi vanno eseguiti come utente normale, non quindi da root, quando serviranno i privilegi di root verrà specificato di eseguirli tramite sudo

sudo aptitude install build-essential python-dev python-pip python-pastescript python-setuptools python-imaging subversion

Installiamo ora i componenti che ci servono per installare rapidamente i progetti Zope

sudo pip install zopeskel

Possiamo ora utilizzare paster per installare Plone. Diamo un’occhiata per vedere quali template sono disponibili:

paster create --list-templates
Available templates:
 archetype:          A Plone project that uses Archetypes content types
 basic_namespace:    A basic Python project with a namespace package
 basic_package:      A basic setuptools-enabled package
 basic_zope:         A Zope project
 kss_plugin:         A project for a KSS plugin
 nested_namespace:   A basic Python project with a nested namespace (2 dots in name)
 paste_deploy:       A web application deployed through paste.deploy
 plone:              A project for Plone products
 plone2.5_buildout:  A buildout for Plone 2.5 projects
 plone2.5_theme:     A theme for Plone 2.5
 plone2_theme:       A theme for Plone 2.1
 plone3_buildout:    A buildout for Plone 3 installation
 plone3_portlet:     A Plone 3 portlet
 plone3_theme:       A theme for Plone 3
 plone_app:          A project for Plone products with a nested namespace (2 dots in name)
 plone_hosting:      Plone hosting: buildout with ZEO and Plone versions below 3.2
 plone_pas:          A project for a Plone PAS plugin
 recipe:             A recipe project for zc.buildout
 silva_buildout:     A buildout for Silva projects

Utilizziamo il template plone3_buildout visto che non c’e’ ancora un template specifico per Plone4

paster create -t plone3_buildout

Alle domande che ci vengono poste rispondiamo nel modo seguente

Enter project name: plone402
Expert Mode? (What question mode would you like? (easy/expert/all)?) ['easy']: easy
Plone Version (Plone version # to install) ['3.3.5']: 4.0.2
Zope2 Install Path (Path to Zope2 installation; leave blank to fetch one!) ['']:
Plone Products Directory (Path to Plone products; leave blank to fetch [Plone 3.0/3.1 only]) ['']:
Initial Zope Username (Username for Zope root admin user) ['admin']: admin
Initial User Password (Password for Zope root admin user) ['']: admin
HTTP Port (Port that Zope will use for serving HTTP) ['8080']:
Debug Mode (Should debug mode be "on" or "off"?) ['off']: on
Verbose Security? (Should verbose security be "on" or "off"?) ['off']: off

Per il passaggio successivo ci servirà anche il pacchetto distribute

sudo easy_install distribute==0.6.14

Entriamo nella cartella creata in precedenza:

cd plone402/

Lanciamo lo script bootstrap.py

python bootstrap.py

Alla fine otterremo la risposta: Generated script ‘/home/fc/plone402/bin/buildout’.

Ora scarichiamo tutti i pacchetti e le dipendenze indicate nel file buildout.cfg col comando:

./bin/buildout

Questo è il passaggio più lungo ma anche l’ultimo 😉

Ora avviamo il server Zope

./bin/instance console

Nota: è ancora possibile avviare il server tramite il comando ./bin/instance fg ma dalla versione 4 si consiglia di utilizzare ./bin/instance console

Se vogliamo avviare il server in modalità background scriveremo: ./bin/instance start

e col nostro Browser verifichiamo il funzionamento di Plone puntando all’indirizzo: http://192.168.1.203:8080 (sostituite all’occorrenza il numero IP con quello del vostro server):

Questo post è stato riadattato dall’originale di Noe Misael Nieto Arroyo

Nel prossimo articolo vedremo come creare un nostro tema per Plone 4

Installazione Python e Plone 4 da sorgenti

Ecco un video di 5 minuti che mostra come installare in un sistema Unix-like Python e Plone 4 da file sorgenti:

[youtube]DtYwZOedlcI[/youtube]

I requisiti di sistema sono:

  • Strumenti per la compilazione (il pacchetto build-essential per Linux Debian o Ubuntu per esempio)
  • Subversion per il download da repository svn

La procedura da linea di comando:

Creo una cartella dove metto tutto il necessario (in questo modo non modifico minimamente le impostazione del sistema e posso fare tutto senza i permessi di root)

cd ~
mkdir plone
cd plone

Scarico Python e una libreria necessaria a Plone per la gestione delle immagini

wget http://www.python.org/ftp/python/2.7/Python-2.7.tgz
wget http://effbot.org/downloads/Imaging-1.1.7.tar.gz

Scompatto Python e PIL

tar xvzf Python-2.7.tgz
tar xvzf Imaging-1.1.7.tar.gz

Creo una cartella dove installare Python

mkdir -p ~/plone/python/2.7

Configuro Python per l’installazione nella cartella predisposta (specificare il percorso assoluto)

cd ~/plone/Python-2.7
./configure --prefix=/Users/fc/plone/python/2.7/

Compilo e installo Python

make
make install

Installo PIL

cd ~/plone/Imaging-1.1.7
~/plone/python/2.7/bin/python2.7 setup.py install
cd ~/plone/

Scarico il buildout di Plone 4 dal repository svn

svn co http://svn.plone.org/svn/plone/buildouts/plone-coredev/branches/4.0/ plone4

Installo Plone 4

cd plone4
~/plone/python/2.7/bin/python2.7 ./bootstrap.py

Modifico eventualmente il file buildout.cfg

vi ./buildout.cfg

Scarico tutti i pacchetti necessari

./bin/buildout

Avvio il server Zope per generare l’instanza Plone

./bin/instance.fg

Dal mio Browser visito la pagina: http://localhost:8080

Squid Proxy behind another Proxy

Dopo aver cercato parecchio ho trovato come poter configurare un Proxy Squid che potrà accedere a internet solo tramite un altro Proxy a cui non avete accesso.

In particolare la mia situazione e’ questa: terrò un corso presso un istituto che non vuole autenticare nel suo server proxy direttamente tutti i partecipanti al corso ma fornirà un unico accesso al docente. Ecco allora che ho pensato di gestire tramite un SME Server Virtuale nel mio MacBook Pro, una sottorete con un altro Server Squid che autentichi i partecipanti in una rete diversa e gestita appunto dal server virtuale.

L’installazione di Sme Server è come al solito banale, unico accorgimento nella macchina virtuale è stato associare una scheda di rete del server alla mia scheda wired ed una nuova scheda di rete virtuale alla mia interfaccia wifi entrambe in modalità bridged, utilizzerò poi questa interfaccia per fornire connettività ai partecipanti in modalià Access Point.

Una volta installato il Server SME (7.5), ho potuto da subito creare gli utenti e installare dansguardian per gestire in modo peculiare i permessi.

Il punto per me particolare e’ stato come istruire il mio virtual server SME, ad accedere ad internet tramite il proxy dell’istituto che ci ospita. Dove metto username e password che mi forniranno dopo avermi severamente interrogato, scannerizzato e identificato tramite carta d’identità passaporto ecc.. ?

Inizialemente pensavo di utilizzare delle variabili di sistema in questo modo come indicato qui:

#proxy.sh
 export http_proxy=http://username:password@ip_host:port/
 export ftp_proxy=http://username:password@ip_host:port/
 export no_proxy=.domain.com
 export HTTP_PROXY=http://username:password@ip_host:port/
 export FTP_PROXY=http://username:password@ip_host:port/

ma questo funziona solo da riga di comendo del mio server ma non per gli utenti dietro il mio proxy

Alla fine ho trovato che SME Server aveva giaà pensato a poter configurare squid per collegarsi ad un proxy padre (parent proxy). Ho dovuto solo aggoungere un parametro per specificare nome utente e password.

Ecco i passi da fare:

mkdir -p /etc/e-smith/templates-custom/etc/squid/squid.conf
cp /etc/e-smith/templates/etc/squid/squid.conf/10ParentCache /etc/e-smith/templates-custom/etc/squid/squid.conf/

modificare /etc/e-smith/templates-custom/etc/squid/squid.conf/10ParentCache in questo modo:

{
 $OUT = "";

 if (defined $SquidParent && $SquidParent)
 {
 $OUT .= "cache_peer $SquidParent parent ";
 $OUT .= $SquidParentPort || "3128";
 $OUT .= " 7 no-query default";
 $OUT .= " login=$SquidUser";
 }
}

da riga di comando digitare:

db configuration set SquidParent ip_proxy
db configuration set SquidParentPort porta_proxy
db configuration set SquidUser username:password

(SquidUser è una variabile non definita di default in SME, in alternativa si possono inserire questi valori direttamente nel file di configurazione)

Dove:

ip_proxy = ip o nome del server proxy dell’istituto ospitante

porta_proxy = porta del proxy dell’istituto ospitante

username:password = credenziali ottenute (con molta fatica 🙂 ) dall’Istituto

In seguito dare i comandi:

expand-template /etc/squid/squid.conf
signal-event proxy-update
signal-event post-upgrade; signal-event reboot

Plone Backup e Ftp con pipe

Ecco come ho preparato un comodo script per fare il backup dell’archivio di Plone e subito dopo copiare il backup compresso con TAR in un server FTP senza lasciare nel webserver il file tgz

#!/bin/bash

PLONEPATH="/home/zope/plone32" # where you have your buildout.cfg
REPOZOPATH="${PLONEPATH}/bin/repozo"
DATAFSPATH="${PLONEPATH}/var/filestorage/Data.fs"
DESTINATION="/home/zope/backup/repozo"
DBBACKUP="${REPOZOPATH} -BzQ -r ${DESTINATION} -f ${DATAFSPATH}"
FTP_SERVER_IP="192.168.1.21"
FTP_DESTINATION="dir1/subdir1"
PYTHONPATH="${PLONEPATH}/parts/zope2/lib/python"

export PYTHONPATH # otherwise repozo.py will probably not be able to find its libraries

DATA=`expr $(date +%d)`
RESTO=`expr ${DATA} % 2` # 2 set backup, on even and odd days
DIRNAME_DESTINATION=`dirname ${DESTINATION}`
BASENAME_DESTINATION=`basename ${DESTINATION}`

`${DBBACKUP}`

ftp -n ${FTP_SERVER_IP} <<ENDSCRIPT
user ftp_user ftp_password
binary
put "| /bin/tar -czf - -C ${DIRNAME_DESTINATION} ${BASENAME_DESTINATION}" ${FTP_DESTINATION}/backup_${RESTO}.tgz
bye
ENDSCRIPT

Disabilitare il click sul touchpad – Xubuntu

Ecco come fare per disabilitare la funzione che permette di fare click toccando il mousepad del notebook. Questa funzione e’ detta “touchpad tapping”. Ci sono diverse guide in rete ma questa e’ quella che ho testato e funziona con Xubuntu 9.10

In questa versione di Linux la responsabilità della gestione delle periferiche di input è demandata a HAL (Hardware Abstraction Layer) e quindi bisogna agire in questo modo:

  1. Verificare che HAL gestisca il touchpad:
    lshal | grep synaptics
  2. Il comando dovrebbe dare un risultato tipo:
    input.x11_driver = 'synaptics'  (string)
  3. Creare questo file per abilitare SHMConfig in HAL:
    sudo vi /etc/hal/fdi/policy/shmconfig.fdi
  4. Incollare il seguente codice:
    <?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1"?>
    <deviceinfo version="0.2">
      <device>
        <match key="input.x11_driver" string="synaptics">
          <merge key="input.x11_options.SHMConfig" type="string">True</merge>
        </match>
      </device>
    </deviceinfo>
  5. Riavviare il pc
  6. Eseguire il seguente comando per verificare che HAL abbia preso i comandi dati
    lshal | grep x11_options
  7. Il comando dovrebbe dare questo risultato:
    input.x11_options.SHMConfig = 'True'  (string)
  8. Eseguire ora questo comando per disabilitare scroll e tapping:
    synclient TouchpadOff=2
  9. Eseguire in alternativa il seguente comando per disabilitare solo il tapping:
    synclient MaxTapTime=0
  10. Testare il funzionamento del touchpad
  11. Per rendere permanente l’impostazione andare su:
    Applicazioni > Impostazioni > Sessione e Avvio > Application Autostart, Aggiungere una voce dove inserire nome e descrizione a piacere e come comando quello indicato al punto 8 oppure al punto 9

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